Dadaismo

Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia. Ritagliate l'articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l'articolo e mettetele in un sacco. Agitate delicatamente. Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro dispondendoli nell'ordine in cui sono usciti dal sacco. Copiate scrupolosamente. La poesia vi somiglierà. Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.

Bifolchi, provincialotti, villan rifatti. Quelli che per ammirare le primizie dell'arte moderna e contemporanea si ostinano a vagolare tristemente fra il Moma di New York o la Tate Modern Gallery di Londra. Costoro non sanno che le vette dell’odierno sguardo artistico sul mondo sono state raggiunte dalla Cantieristica dei Lavori Pubblici di Sassari. La body art della Vanessa Beecroft, con i suoi uomini in uniforme o le sue modelle ignude in glaciali pose nelle grandi sale della Tate? Macché! Chi non ha ammirato i ciondolanti operai di Via Usai nei mesi d'estate, distesi come rettili preistorici sulle assi da cantiere a catturare i benefici raggi solari, aspettando, come si aspettava Godot, dei materiali che non sarebbero mai arrivati, nulla può sapere delle fucine vive e produttive dell'arte vera dei nostri giorni.
Che dire poi del meraviglioso "non finito" negli innesti delle miriadi di strade del Centro? Sono poche, per fortuna, le strade che, completate, normalmente si innestano alla via che incrociano: giustamente l'Amministrazione, per comunicare il senso di inadeguatezza, incompletezza e tragica imperfezione dell' Esserci umano nel mondo, ha voluto lasciare queste fangose ferite aperte, questi selciati scarnificati, alla maniera dell'imperituro Michelangelo nei suoi prigionieri, a voler giustamente sferzare pedagogicamente la coscienza della cittadinanza. Non potremo essergliene mai abbastanza grati.
Stessa volontà educatrice, ma con un’impronta d’incoraggiamento all’interattività, nel buco-installazione lasciato settimane nel selciato nuovo di zecca in Via Brigata Sassari, di fronte alle rovine del Castello. Qual è il cittadino sensibile che di fronte al Mistero di 2 mq abbandonati lì così, non ha percepito in lui il potente impulso del do it by yourself, così da partecipare in prima persona ai destini dell’Arte contemporanea senza subirne passivamente i dettami?
Sì, l’Archivolto del Carmine era volgarmente lo sfogo delle odiate auto che da Largo Cavallotti volessero transumare in Viale Umberto. L’Amministrazione, da sempre avvertita che il Labirinto, dall’Arte Cretese al geniale Escher, è uno dei motivi sublimamente ispiratori della creazione, ha encomiabilmente voluto costringere il pigro automobilista, che si oppone per sua essenza alla contemplazione disinteressata della Realtà, ad avventurarsi, novello Teseo, nel basso Centro, alla inesausta ricerca (forse) del Minotauro ai Lavori Pubblici.
Vorremmo interromperci qui… ma la cronaca ci incalza! E allora un ultimo ringraziamento sincero al gusto eccelso dell’Amministrazione che, in Largo Cavallotti ingresso di Via Usai, ha voluto, prima che i lavori, ahimè!, finiscano, citare in corner il neoplasticismo alla Mondrian inserendo degli stupendi quanto mai visti ciottoli (forse prelevati a rischio denuncia in qualche spiaggetta gallurese… il pericolo dell’Arte!), a creare un mirabile effetto a scacchi figlio appunto del grande pittore olandese.
Una nota finale, forse un po’ economicista: speriamo che le quotazioni di tutti questi capolavori siano, ad ulteriore beneficio comune, messe a bilancio!

Giovannicanu&Carloparisi
Futuri artisti di strada